martedì 9 agosto 2016

Rossana Carne, fra ISIS ed editoria

Oggi vi proponiamo uno stralcio dell'intervista a Rossana Carne, responsabile della casa editrice Enigma edizioni e autrice dell'indagine sull'ISIS intitolata ISIS - Strumenti dell'Islam o mercenari dell'Occidente?

- Come nasce la scrittrice Rossana Carne? Quali sono gli ambiti che ti interessano principalmente?
La passione per la scrittura è presente fin dalla tenera età, quando, scrivevo storielle fantastiche popolate da draghi e fate, ma la “scrittrice” nasce fattivamente durante gli anni torinesi dell’università. È grazie alla realizzazione della tesi triennale che, per la prima volta, mi venne offerta la possibilità di pubblicare tramite una casa editrice. Successivamente, la tesi specialistica venne notata da un’altra casa editrice, Enigma Edizioni per cui collaboro attivamente, e venne pubblicata all’inizio del 2016. Gli ambiti che mi interessano variano dai racconti brevi per ragazzi e per bambini, alle poesie fino ad arrivare alla saggistica, che occupa la maggior parte del mio “tempo letterario”. Argomenti come storia dei crimini di guerra, di geopolitica e studi storico-mitologici sono senza dubbio quelli che più mi affascinano e che vorrei continuare a sviscerare e approfondire.

- Chi è Rossana? Da dove viene, che cosa ha fatto nella sua vita finora, dove andrà, che cosa vuole da se stessa e dalla vita?
Rossana è una ragazza semplice, cresciuta in una famiglia umile ma piena di entusiasmo. Vengo da un piccolo paese di campagna in provincia di Novara, baciato dall’oro del grano e dal profumo dei campi, un luogo dove tutti si conoscono. Fin da bambina sono sempre stata abbastanza solitaria, non avevo, e non ho, molti amici né a scuola né al di fuori. Ho sempre amato la solitudine o la compagnia di pochissime persone. Questa solitudine, da un lato mi etichettava come una ragazza con una testa tutta sua, ma dall’altro lato mi ha sempre dato la possibilità di appassionarmi ad argomenti fuori dal comune, gli stessi di cui oggi mi occupo, oltre a fornirmi l’occasione di far nascere dentro di me la capacità di osservare e di crearmi delle idee e delle opinioni, a volte completamente opposte rispetto a quelle della massa. Tutto questo mi ha permesso di scegliere un percorso di vita abbastanza singolare e mi ha dato la possibilità di non essere ostacolata o influenzata da opinioni altrui. Tuttavia, mi sento in dovere di ringraziare di cuore la mia famiglia, mia Mamma Orietta, mio Papà Celestino e mio Fratello Samuele, perché loro mi hanno sempre sostenuta in tutte le mie scelte e continuano a farlo anche oggi. Ora che ho concluso il mio percorso di studi in Lingue Orientali e Scienze Internazionali e che ho un lavoro stabile, mi piacerebbe portare avanti queste passioni letterarie e cercare di farne il mio futuro senza tralasciare né la parte profondamente spirituale di me né il sogno che, probabilmente, vorrebbe ogni giovane donna, ovvero quello di crearsi una famiglia. Se dovessi pensare a me tra dieci anni, mi vedrei nel mio studio intenta a scrivere un nuovo saggio, magari con un bambino che gioca allegramente in casa.

L'autrice Rossana Carne

-  Il libro sull'ISIS: i quesiti che nascono sono parecchi! Cos'è il Califfato, come l'hai studiato e interpretato tu?
La classica definizione del Califfato sarebbe quella che fa riferimento a questo gruppo di jihadisti comandati da Abu Bakr al Baghdadi il cui scopo è quello di unificare il Medio Oriente in un unico stato a fede musulmana sunnita tramite mezzi del terrore. Il Califfato, però, non è solo questo. Iniziamo analizzando chi è il leader: Abu Bakr al Bagdhadi (al Bagdhadi significa semplicemente che viene da Baghdad) è nato nel 1974, è un personaggio molto particolare perché proviene da una famiglia agiata e rivendica una discendenza diretta dal Profeta Maometto. Ha studiato all’università laureandosi in studi islamici ed era un Imam prima di essere catturato dagli americani e imprigionato a Camp Bukka. Dopo la sua liberazione, non evasione ma liberazione, prese formalmente posto come Wali dell’Isis, in seguito alla morte di Abu Omar al Baghdadi.
Il 29 giugno del 2014 Abu Bakr rifonda ufficialmente il Califfato Islamico (come quello di Maometto) tramite un discorso, di cui riporto un piccolo estratto:
“Io sono il Wali (leader) che presiede su di Voi, anche se non sono il migliore di Voi. Se vedete che sono nel gusto sostenetemi e siatemi d’aiuto, ma se vedete che ho torto consigliatemi e rimettetemi sulla retta via. Obbeditemi, come io obbedisco al Dio che è in Voi!”.
Questo discorso viene tenuto nella Grande Moschea di Mosul in Iraq. Questo luogo è di importanza fondamentale per un musulmano istruito perché è proprio da questa Moschea che è partita la riconquista islamica delle terre invase dai crociati, quindi è un simbolo importantissimo per un fedele.
La struttura del Califfato lascia intendere come questo sia un vero e proprio staterello ben organizzato e funzionante: al vertice troviamo il Califfo (Al Bagdhadi) poi i consiglieri personali, successivamente due rappresentanti uno per la Siria e uno per l’Iraq ed infine l’esecutivo. L’Isis è composto anche da uffici che si occupano della diffusione delle immagini e dei video del “terrore” e che attuano campagne di tweet mirate alla propaganda e al reclutamento di combattenti. Oltre ad essere un gruppo terroristico, lo stato islamico è anche una vera e propria azienda con un fatturato attivo. Il fatturato deriva innanzitutto dall’imposizione delle Tasse nei territori controllati, quindi i cittadini pagano le tasse all’Isis. Poi gli introiti più importanti arrivano dalla vendita del petrolio iraqeno e siriano alla Turchia che, a sua volta, rivende sul mercato mondiale. Questo serve all’Isis per costruire infrastrutture nei territori controllati, da un lato per le loro operazioni e, dall’altro lato per assicurarsi la fedeltà della popolazione che è sotto il controllo dell’organizzazione. Inoltre gli arrivano aiuti in denaro e supporto logistico e di equipaggiamento (macchine, armi ecc.) da emirati arabi del golfo, USA e altri stati occidentali tra cui l’Europa stessa. Tutta questa struttura economica e commerciale rende l’Isis completamente diverso da altri gruppetti come Boko Aram in Nigeria o la stessa Al Qaida. Studiare questa realtà non è semplice, un po’ perché viene presentata come organizzazione estremista islamica e un po’ perché molti dei dati sull’effettiva organizzazione e gestione di questo gruppo sono segreti e non vengono divulgati dai media. L’unico modo per studiarlo è stato quello di avvalermi di moltissime fonti, sia ufficiali sia non ufficiali. Ovviamente una piattaforma come internet è piena di bufale o di articoli fasulli, ma in linea di massima ci sono anche ottimi siti e ottime web tv che forniscono un quadro chiaro e dettagliato della situazione, una di queste? Il canale di diffusione delle conferenze stampa del governo americano dove, per esempio, un ex Marine Ken O’Keefe annuncia che il vero significato del termine ISIS sia ISRAELI SECRET INTELLIGENCE SERVICE. Tramite tutte queste fonti ho potuto notare come, il Califfato, altro non sia che un gruppo creato Ad Hoc e un fantoccio nelle mani americane che si legittima tramite la religione e i discorsi portati avanti da un uomo da un forte carisma, ovvero Al Baghdadi.

- C’è ancora modo che la guerra civile fra musulmani possa sedarsi? È un tema antico di secoli,
ma oggi si ripropone più pericoloso che mai: il terrorismo cieco, indiscriminato, incontrollabile,
è solo frutto di aberrazioni politico/religiose o è una plausibile macchinazione ben congeniata
dai vari “poteri occulti” del pianeta?

La faida interna fra musulmani sarà molto difficile da sedare anche perché ci sono moltissimi interessi in gioco che, storicamente, andrebbero a minare l’esistenza stessa del Califfato post Maometto, mentre in tempi recenti, parliamo di interessi storico-economici che hanno portato i paesi del Medio Oriente a una sudditanza nei confronti degli stati ricchi che non vogliono più accettare. Vale la pena chiedersi, a questo punto, cosa vuole l’Isis e cosa vogliono, invece, i poteri occulti del pianeta?
L’ISIS, sostanzialmente, vuole essere riconosciuto come un vero e proprio stato, esattamente come Israele a cui è stata data la terra dei palestinesi senza curarsi delle conseguenze che sarebbero sorte. Israele nel tempo ha espanso i suoi confini annettendo allo stato ebraico territori siriani come il Golan e territori palestinesi dove oggi la popolazione musulmana è soggetta a ogni tipo di umiliazione. Il risentimento che nasce nella popolazione locale musulmana, dal 1945, ormai non trova più contenimento perché non vengono minimamente ascoltati e l’ISIS offre loro uno stato, una terra che comprenda tutta la comunità islamica a livello Mondiale! È una sorta di terra promessa e questa organizzazione vuole trovare riconoscimento ufficiale o no a livello mondiale, ecco perché si chiama STATO islamico. Gli occidentali non vogliono ovviamente riconoscere questo STATO islamico perché vorrebbe dire che la creazione tramite i mezzi del terrore renderebbe queste azioni giuste e i combattenti sarebbero semplicemente combattenti per la libertà, inoltre gli occidentali non lo vogliono riconoscere perché la democrazia stessa è nata con mezzi terroristici = rivoluzione francese, gli stessi partigiani hanno usato mezzi terroristici, le brigate rosse, Israele … noi siamo nati come terroristi.
Il “Nuovo Ordine Mondiale”, invece, è interessato a mantenere l’Isis sotto un profilo di enorme potenza, quasi inarrestabile e introvabile, che comprende militanti anche nelle nostre città. Ci incita a guardare con sospetto e ad avere paura anche del nostro vicino di casa se straniero, in questo modo ci controlla tramite la paura. E noi civili per paura rinunceremo alle nostre libertà personali per sentirci più sicuri… una sicurezza che di fatto non esiste. Ma esiste il buon senso… l’isis minaccia di voler invadere Roma con le barche … ma avete presente cosa significa? Avrebbero bisogno di navi di un certo tipo e non di zattere o barche a remi! Se gli stati come l’America volessero veramente fermare l’ISIS avrebbero tutti i mezzi per farlo e per porre fine a questo gruppo in 10 giorni, come ha fatto la Russia di Putin… Il punto è: perché non lo fanno?


Intervista realizzata da Paolo Pulcina
(Qui la seconda parte dell'intervista.)

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